RI-PENSARE LA DEMOCRAZIA

Il numero ha come titolo generale “Ri-pensare la democrazia”, di cui si occupa la sezione “La questione filosofica” che apre la rivista. L’Introduzione di Gianfranco Pasquino presenta questo tema affrontato riflessivamente nei testi successivi mediante l’elenco ragionato dei problemi in essi discussi. Comune a tutti i contributi è la notazione che la riflessione sulla democrazia non può che partire dalle analisi delle sue criticità. Umberto Curi in Note sulla crisi della democrazia rappresentativa presenta le contraddizioni storiche e attuali della nozione teorica e delle circostanze concrete del sistema democratico, che riprende nel contesto italiano e propone come antidoto l’ingresso nella scena politica di associazioni volontarie di cittadini in formazioni civiche.

Questo numero 6 di InCircolo si apre con due densi e teoricamente pregnanti “Contributi speciali”. Il primo è Finale di partita di Emilio Renzi che intende focalizzare sulla tematica della persona l’approdo della sua multiforme esperienza filosofica. I paragrafi finali ci conducono a sostare sul finale della vita, che è il titolo del suo contributo. Segue Un percorso di pensiero e di vita di Francesco Totaro che delinea con molta accuratezza le coordinate categoriali della sua riflessione e le inserisce nel suo percorso più complessivo di vita filosofica.

FILOSOFIA E ROBOTICA

FILOSOFIA OGGI

La rivista si apre, come nei numeri precedenti, con la parte intitolata “Contributi speciali” nella quale sono accolti testi che presentano le vicende di studiosi che hanno condotto il loro percorso di vita nel segno di una autentica vocazione filosofica. Gabriele Scaramuzza nel suo testo descrive con molta sensibilità e ricchezza di dettagli il suo percorso esistenziale e teoretico nel campo dell’arte inquadrata nell’ambito di una riflessione estetica. Magistrale è il contributo che Fulvio Papi dedica alla figura di Mario Vegetti recentemente scomparso, personalità di grande spessore umano, politico e filosofico, i cui lavori sul “mondo degli antichi” e, in particolare sul pensiero greco, rimangono pietre miliari per chi ora si proponesse di approfondire questo ambito di studi. A Gabriele Scaramuzza e a Fulvio Papi va il nostro ringraziamento per la disponibilità dimostrata a pubblicare questi loro scritti

Il numero 4 della rivista mantiene la stessa struttura dei numeri precedenti. Si apre con il testo inviatoci gentilmente per “Contributi speciali” dal Prof. Gianfranco Dalmasso. In esso il Professore traccia le coordinate del suo percorso, segnato dalla sua consuetudine con la grande tradizione che si snoda da Platone a Sant’Agostino, proseguito con la scoperta e introduzione in Italia del pensiero di Derrida, fino al suo “corpo a corpo” con il grande sistema filosofico di Hegel.  Emerge la ricchezza e varietà del suo lavoro teoretico e l’assidua fedeltà alla investigazione sulla verità quale marca della sua ricerca.

NEUROSCIENZE

IMMAGINAZIONE

Questo numero della rivista si apre con i “contributi speciali” di due studiosi noti per qualità filosofica e lunga carriera accademica. Carlo Sini sintetizza le sue riflessioni sulla ragione filosofica collegata ai modi del discorso in cui essa si esprime e alla esigenza dell’esercizio genealogico che ne mette in luce la provenienza. Francesca Calabi svolge una raffinata analisi del ruolo preponderante della immaginazione insito nel sentimento della nostalgia. Di seguito, Elio Franzini si occupa della cosiddetta svolta iconica, che egli non ritiene possa essere determinata in modo prevalente dalle attuali influenze dell’universo mediologico sulla visione. Roberto Diodato pone la questione se definire la natura dell’immagine e della immaginazione sul piano della percezione e della psicologia, oppure, su quello ontologico.

La serie dei “Contributi speciali” si avvale di due presenze significative: Ágnes Heller e Diego Marconi. Filosofia alla prova dell’Europa è il tema generale per la sezione 1, denominata “La questione filosofica”. Matteo Canevari l’affronta facendo riferimento all’area balcanica come paradigma per la comprensione dei problemi attuali e perviene a presupporre una idea d’Europa plurale e insieme capace di traduzione tra le differenti lingue e culture che la compongono. Gli interventi successivi riprendono i temi dei conflitti e della crisi a partire dalle elaborazioni di importanti autori europei: Natalia Rodríguez Martín fa riferimento a Miguel de Unamuno, Laura Sanò ad Hannah Arendt, Sara Pasetto a Edmund Husserl.

UMANESIMO

Numero 1 - Maggio 2016

La questione filosofica scelta per la prima sezione riguarda il concetto di umanesimo, rivisitato alla luce della sensibilità riflessiva contemporanea. Silvana Borutti argomenta nel suo testo il contributo che l’antropologia può dare a un’idea di umanesimo aperta al senso della alterità e all’attraversamento della varietà delle culture umane. Dal canto suo, Rossella Fabbrichesi propone una lettura aggiornata delle Tesi su Feuerbach di Marx incentrata sulla figura dell’uomo nella sua configurazione sociale mediante il riferimento ad autori quali Peirce, Wittgenstein e Althusser. Enrico Redaelli tende a rivedere l’opposizione radicale tra l’umanesimo di Husserl e l’anti-umanesimo di Foucault, in quanto entrambi, sia pure in base a presupposti e obiettivi diversi, ricorrono a uno stile di ricerca basato su una retrospezione storico-genealogica dell‘umano.

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