IMMAGINAZIONE

Questo numero della rivista si apre con i “contributi speciali” di due studiosi noti per qualità filosofica e lunga carriera accademica. Carlo Sini sintetizza le sue riflessioni sulla ragione filosofica collegata ai modi del discorso in cui essa si esprime e alla esigenza dell’esercizio genealogico che ne mette in luce la provenienza. Francesca Calabi svolge una raffinata analisi del ruolo preponderante della immaginazione insito nel sentimento della nostalgia. Di seguito, Elio Franzini si occupa della cosiddetta svolta iconica, che egli non ritiene possa essere determinata in modo prevalente dalle attuali influenze dell’universo mediologico sulla visione. Roberto Diodato pone la questione se definire la natura dell’immagine e della immaginazione sul piano della percezione e della psicologia, oppure, su quello ontologico.

EUROPA

La serie dei “Contributi speciali” si avvale di due presenze significative: Ágnes Heller e Diego Marconi. Filosofia alla prova dell’Europa è il tema generale per la sezione 1, denominata “La questione filosofica”. Matteo Canevari l’affronta facendo riferimento all’area balcanica come paradigma per la comprensione dei problemi attuali e perviene a presupporre una idea d’Europa plurale e insieme capace di traduzione tra le differenti lingue e culture che la compongono. Gli interventi successivi riprendono i temi dei conflitti e della crisi a partire dalle elaborazioni di importanti autori europei: Natalia Rodríguez Martín fa riferimento a Miguel de Unamuno, Laura Sanò ad Hannah Arendt, Sara Pasetto a Edmund Husserl.

UMANESIMO

La questione filosofica scelta per la prima sezione riguarda il concetto di umanesimo, rivisitato alla luce della sensibilità riflessiva contemporanea. Silvana Borutti argomenta nel suo testo il contributo che l’antropologia può dare a un’idea di umanesimo aperta al senso della alterità e all’attraversamento della varietà delle culture umane. Dal canto suo, Rossella Fabbrichesi propone una lettura aggiornata delle Tesi su Feuerbach di Marx incentrata sulla figura dell’uomo nella sua configurazione sociale mediante il riferimento ad autori quali Peirce, Wittgenstein e Althusser. Enrico Redaelli tende a rivedere l’opposizione radicale tra l’umanesimo di Husserl e l’anti-umanesimo di Foucault, in quanto entrambi, sia pure in base a presupposti e obiettivi diversi, ricorrono a uno stile di ricerca basato su una retrospezione storico-genealogica dell‘umano.

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