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Manifesto -

IL MANIFESTO DELLA RIVISTA

InCircolo. Rivista di filosofia e culture è portavoce di una comunità di studio e di ricerca che si confronta – senza preclusioni né settarismi di “scuola” o di cattedra –, con la filosofia contemporanea, muovendosi in tensione con il mondo nel quale si esercita. Una comunità e una rivista volte ad adottare nuovi linguaggi e linee di ricerca, senza negare a-priori le sue radici e tradizioni, cercando di riattivarne sensi obliati o inespressi a verifica delle proprie proposte.
Una filosofia è contemporanea in quanto si produce in un determinato momento della storia e in quanto è nel tempo presente di quella storia. Se la prima notazione è ovvia, lo è meno la seconda. Ci sono testi filosofici di altre epoche più incisivi e rilevanti per il mondo attuale di altri appartenenti agli ultimi decenni, se non secoli. La contemporaneità di un pensiero è una virtù, non una contingenza fondata sulla datazione delle opere.
La filosofia attuale si presenta sotto il segno della pluralità. Non vi è un orientamento egemone, ma una varietà e differenziazione di approcci, di procedure e stili argomentativi, di tematiche e di risorse teoriche, di strumenti di lavoro, di luoghi di incontro. Ai Dipartimenti universitari e alle riviste dalla storia più che decennale si sono aggiunti i siti Web e le riviste in rete. Non esiste una filosofia atemporale e senza presupposti. Se oggi non è sufficiente dire con Hegel che la filosofia è il proprio tempo appreso con il pensiero, occorre tener conto con Dilthey che il filosofo condivide un certo contesto, ­ un Lebenszusammenhang e un Wirkungszusammenhang, ovvero una connessione vitale ed effettuale. Da qui parte la notazione della molteplicità di queste connessioni sul piano mondiale. Si determinano con ciò rischi e opportunità: da una parte, una dispersione incompatibile con la convergenza su un terreno di confronto per una sorta di Babele dei linguaggi filosofici; dall’altra, uno scenario ricco e senza frontiere precostituite.
In questo quadro non solo il tradizionale apparato teorico, ma lo stesso ruolo pubblico del filosofo sono in uno stato di mobilità permanente, se non si vuol abusare di parole quali “crisi” e “globalizzazione”. Chi fa filosofia deve aggiornarsi in una fase di epocali trasformazioni sociali, politiche, di stili di vita e di modi di produzione. Inoltre, se l’impetuoso sviluppo delle scienze naturali oltre che della tecnologia comunque intesa, ha fatto tramontare l’idea di una sovranità ideale della filosofia, essa può svolgere un ruolo di connessione e di supporto teorico rilevante nei confronti delle altre discipline dei differenti settori della conoscenza, e anche delle arti, della letteratura, della poesia.
L’espressione Rivista di filosofia e culture sta a indicare l’impegno all’attenzione e al confronto con tradizioni culturali germinate in aree geopolitiche che non sono quella europea in cui la nostra filosofia è radicata. Nella convinzione che una miglior conoscenza di stili di pensiero e di forme di vita differenti sia un passo decisivo per un arricchimento reciproco.
Un aspetto caratterizzante la rivista è l’inserimento, accanto ai contributi di studiosi di riconosciuta autorità, di un significativo numero di giovani nella redazione della rivista. Dare spazio ai loro contributi tende a valorizzare il ruolo che possono adesso e in futuro svolgere nella transizione verso nuovi orizzonti di produzione e di circolazione del pensiero. L’esercizio della filosofia a cui molti di loro stanno attendendo in università, archivi, e centri di specializzazione d’Europa e d’America verrà documentato in comunicazioni delle loro esperienze inviate alla redazione. Saranno altrettanti elementi utili per la comprensione della ricerca filosofica e del dibattito in corso sul piano internazionale.
La pluralità di sezioni in cui si articola la rivista intende contemperare gli elementi di unità e quelli di varietà delle problematiche caratterizzanti la ricerca filosofica del nostro tempo.

InCircle. Philosophy and Cultures Magazine is the mouthpiece of an open-minded community, dedicated to studying and researching contemporary philosophy and establishing a relationship with the world where it is put into practice. A community and magazine which aim at adopting new ways of expressing oneself as well as new lines of research, without denying “a priori” its 20th century roots and traditions as well as trying to revive forgotten or unvoiced senses so as to check one’s own proposals/suggestions.
A philosophy is contemporary in as much as it develops in a specific moment in history and is in the present time of that history. While the first statement is obvious, the second one is less so. There are earlier philosophical texts which are more powerful and relevant to current world than those from recent decades or even centuries. A way of thinking considered contemporary is a virtue, not a contingency based on the date of the texts.
Philosophy today appears in many forms. There is not one dominant trend, but a wide variety of different approaches, procedures and styles of reasoning, themes and theoretical resources, tools and meeting places. As well as university departments and historical reviews with a long-standing tradition, we can now find websites and online reviews.
No philosophy is timeless or without conditions. While today it is no longer enough to say along with Hegel that philosophy is one’s own time learnt together with the mind, we must agree with Dilthey that the philosopher shares a given context, a Lebenszusammenhang and a Wirkungszusammenhang, that is to say, a vital and effective connection. That’s the starting point for understanding the many forms of these connections on a worldwide scale. This is what determines risks and opportunities: on one hand it is difficult to find a common ground for discussion due to many different philosophical ways of thinking, on the other hand we have a rich scenario, without pre-established boundaries.
In this context, not only the traditional theoretical structure, but also the philosopher’s public role is forever evolving, especially if one does not want to exaggerate by using the words “crisis” and “globalisation” too often.
Who is involved with philosophy must continually keep himself uploaded with what is going on in the world, especially regarding society, politics, lifestyles, and production methods as this is a period of great change. Furthermore, even if the unrestrained development of natural sciences as well as that of technology has caused the idea of the fading supremacy of philosophy, it can still play an important role bringing together other subjects in the learning process especially in the arts, literature and poetry as well as offering support in these subjects.
The statement Philosophy and Cultures magazine means drawing attention to cultural traditions in geo-political areas that are different from the European ones where our philosophy has its roots. We are convinced that a better knowledge of different trains of thought and ways of lifestyles can only mutually benefit each other in time.
A characterising feature of the magazine is the fact that there is a significant number of young scholars contributing to it, alongside well-qualified researchers. By giving space to their efforts, we are showing how important their role may be both now and in the future when it comes to new developments and in spreading different ways of thinking.
A specific section of the magazine will document how these young researchers will be using philosophy in universities, archives and research centres in Europe and in America. This will allow us to acquire useful elements which help us to better understand the state of philosophical debate at an international level.

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