FENOMENOLOGIA DI UNO SPAESAMENTO. L’ATELIER DE RECHERCHE PHENOMENES A SHANGHAI, CINA, 2024
Francesca D’Alessandris
Nella pittura del paesaggio cinese, gli uomini e le donne sono rappresentati come corpi in miniatura, incastonati su uno sfondo di montagne e valli dai toni pastello, attraversate da corsi d’acqua che si fanno strada gentilmente tra alberi fragili che sembrano eterni. I tratti e i confini individuali emergono a fatica dalla natura sullo sfondo, sobria protagonista del dipinto. La pittura cinese rimpicciolisce il singolo sfidandone la centralità, come una visione dall’alto o da un altro tempo che sottrae gravità alle cose piccole e contingenti, rendendole leggere ma non meno preziose. Ci riflettevo mentre ascoltavo l’intervento di Raphaël Pierrès (Università La Sorbona, Parigi I) sulle risonanze tra la pittura paesaggistica cinese e la fenomenologia dell’esperienza estetica di Dufrenne, durante la giornata di studi “Actualités de la phénoménologie française. Enjeux éthique et esthétique” (29-30 giugno 2024) all’Università di Tongji, a Shanghai, alla quale una giovane filosofa, Jing Shang, mi aveva invitata a partecipare qualche tempo prima, insieme ad altri membri del gruppo internazionale di ricercatori Atelier de Recherche “Phénomènes” (ARP).
