NATURA / CULTURA

La Questione Filosofica a cui è dedicata la sezione I di questo nuovo numero 9 di InCircolo discute l’intreccio sempre più intricato di Natura e Cultura, due concetti le cui relazioni reciproche hanno da sempre stimolato la riflessione filosofica e oggi più che mai richiedono di essere indagate.

Inaugura il numero un breve Contributo Speciale in cui Susy Ferrario racconta e riporta alcune riflessioni di Patrizia Pozzi, filosofa milanese da qualche tempo malata di SLA che con coraggio e perseveranza continua a praticare intensamente la vita filosofica.

La prima sezione si apre con una introduzione tematica di Matteo Canevari, ideatore e curatore della stessa, a cui rimandiamo per una discussione più ampia circa il modo in cui il tema è stato declinato. Ad essa fa seguito la traduzione di uno scritto dell’antropologo Philippe Descola che, a partire dai suoi studi sul campo presso le popolazioni amazzoniche, ha sviluppato una ampia riflessione critica sulle pretese universalizzanti della dicotomia natura/cultura che informa il pensiero occidentale, emergendo come uno dei massimi studiosi del problema. Gaspare Polizzi segue l’evoluzione del pensiero di Michel Serres, l’autore del Contratto naturale in cui tematizza la necessità di un nuovo rapporto tra uomo e natura, a partire dal ripensamento dello statuto dell’umano alla luce del processo di ominazione. Andrea Bonato e Gioacchino Orsenigo, due giovani studiosi, allargano il discorso includendo gli aspetti politici che il cambiamento di paradigma nella concezione della natura implica, prospettando la necessità di “un popolo a venire” capace di andare oltre la fine del modo occidentale di abitare il mondo, sulla scia delle posizioni di Eduardo Viveiros de Castro. Laura Volpi, antropologa milanese, si immerge nella ricerca sul campo presso la comunità amazzonica kichwa El Wayku, dando sostanza etnografica alla concezione ecologica nativa, che supera la distinzione natura/cultura nella direzione di un sistema integrato di relazioni orizzontali tra tutti gli esistenti, alternativo alla nostra concezione naturalista. Chiude la sezione Giovanni Fava di Bologna, che ripercorre analiticamente la formazione della riflessione di Descola, proponendo una utile sintesi.

La sezione II, Laboratorio, ospita invece tre contributi che tornano ad affrontare il tema dello scorso numero 8, ovvero l’attualità di Spinoza e le molte questioni aperte relative all’interpretazione del suo pensiero. Nel primo saggio Alessio Caselli indaga la ripresa critica da parte di Giovanni Gentile di alcune idee del filosofo olandese. Michael A. Istvan Jr. propone una densa e approfondita analisi della relazione di sostanza e attributi come cifra caratteristica del suo concetto di Dio ed esplora punti di convergenza e tensione con altre determinazioni che il pensatore offre del medesimo concetto. Infine, Dimitris Vardoulakis rilegge in maniera inedita il rapporto tra Hobbes e Spinoza, riconoscendovi due tentativi opposti di fondare la politica sul principio epicureo secondo il quale l’uomo agisce sempre in base alla propria utilità.

Per quanto riguarda le sezioni successive, in Culture Ayşe Yuva riflette sull’identità della tradizione filosofica europea a partire da un punto di vista eccentrico ed estremamente intrigante: quello proposto da due autori “materialisti” attivi nella Turchia di fine Ottocento.

In Intersezioni Marco De Paoli prende in esame gli scritti di Giorgio De Chirico e indaga le ragioni che stanno alla base della sua energica polemica contro l’intero contemporanea.

Per Controversie Sofia Quaglia si concentra sul confronto tra Roberto Esposito e Peter Sloterdijk sulle nozioni di comunità ed immunologia.

La sezione Corrispondenze presenta un contributo di Anna Bertelli che racconta un’esperienza di ricerca tra i giardini di Pavia e Monaco.

In Pratiche Filosofiche Alessandra Modugno riflette su quali possano essere le modalità migliori per comunicare il valore dell’esperienza filosofia alla società.

Chiude il numero una ricca sezione di Letture e Eventi. La sezione si apre con un breve intervento che Silvana Borutti avrebbe dovuto esporre in occasione di un incontro (poi annullato a causa dell’emerganza Covid-19) su Etica del ribelle di Giulio Giorello, purtroppo recentemente scomparso. Seguono infine ben sei recensioni: Gianni Trimarchi su Il futuro di ieri di Paolo Calegari; Cristiano Vidali su Identità della persona e senso dell’esistenza di Andrea Zhok; Franco Sarcinelli su Corpo e rappresentazione di Massimo Mezzanzanica; Enrico Palma su Tempo e materia di Alberto Biuso; Fabio Fossa su Using Words and Things di Mark Coeckelbergh, e Elvira Gravina su Strange Tools di Alva Noe.

Le vicende che hanno segnato la storia del mondo nei mesi in cui il numero è stato pensato e preparato – e che ancora gettano una luce obliqua su questi primi giorni estivi – si sono in piccolo riverberate anche sul lavoro di organizzazione, edizione ed impaginazione. Ci congediamo dunque ringraziando di cuore tutti i membri del team di InCircolo per lo straordinario contributo che ognuno di essi ha saputo dare alla buona riuscita del progetto. Un sentito ringraziamento va anche ai revisori che, con il loro impegno, assicurano la qualità dei contributi pubblicati sulla nostra rivista: Luca Brovelli, Tiziano Cancelli, Giovanni Carletti, Alessandro Carrieri, Giovanna Cosenza, Simona Di Paola, Francesca Giuliano, Caterina Moruzzi, Mario Porro, Nicola Russo, Martino Sacchi, Andrea Sangiacomo, Alice Sarcinelli, David Silva Labra, Irene Sucameli e Cristina Zaltieri.

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