RECENSIONE A “ISTITUZIONE”, R. ESPOSITO, IL MULINO, BOLOGNA 2021
Gianfranco Cordi
«I Greci non avevamo un unico termine per esprimere ciò che noi intendiamo con la parola vita. Essi si servivano di due termini (…): zōḗ, che esprimeva il semplice fatto di vivere (…) e bíos, che indicava la forma o maniera di vivere propria di un singolo o di un gruppo», così Giorgio Agamben nell’incipit del suo Homo sacer. Il potere sovrano e la nuda vita. Roberto Esposito, in questo suo Istituzione (Il Mulino, Bologna, 2021) riprende – senza peraltro citarla – questa duplice caratterizzazione del «complesso delle proprietà che caratterizzano la materia vivente e la distinguono dalla materia non vivente».
