RECENSIONE A “L’AURORA INAPPARENTE”, L. BOI, ORTHOTES, NAPOLI-SALERNO 2024
Giovanni Arrigoni
Fra le molteplici interpretazioni della formazione filosofica del Novecento italiano, poche risultano tanto complesse e inedite quanto lo studio del giovane Giorgio Colli. È in questo contesto che si colloca il pregevole lavoro di Ludovica Boi, L’aurora inapparente. Upanishad, Bruno e Böhme nella metafisica giovanile di Giorgio Colli, che si propone di indagare le influenze mistico-filosofiche della prima produzione del filosofo torinese.
Recensione a “L’aurora inapparente”
